w3c

Nel 1994 Netscape, allo scopo di attirare più utenti, creò una serie di estensioni per HTML che solo il suo browser poteva gestire. Per esempio, i navigatori usando il browser netscape potevano visualizzare pagine con testo a colori, fotografie ed altre caratteristiche particolari. Chi usava altri browser, visualizzava diversamente le pagine o addirittura non vedeva nulla.

Gli utenti apprezzarono molto queste possibilità e nel 1996 netscape divenne il browser più popolare. Analogamente, anche Microsoft cominciò a delimitare il proprio spazio sul web attraendo gli utenti con estensioni non standard, gestibili solo da internet explorer.

Secondo il web standard project, un influente gruppo di professionisti del web, a causa di questo comportamento schizofrenico i web designer perdono il 25% del proprio tempo per evitare i tag proprietari, scrivendo versioni multiple delle proprie pagine e spiegando ai propri clienti l’impossibilità di realizzare certi effetti in modo che siano visibili in tutti i browser.

Spingere verso la standardizzazione

Il World Wide Web Consortium – www.w3.org – fondato da Tim Barners-Lee, ha l’obiettivo di convincere la comunità Web dell’importanza dell’universalità nella realizzazione delle pagine Web.

Sia Netscape, sia Microsoft, e altre società inclusa Adobe, creatrici di alcuni dei più importanti programmi dedicati allo sviluppo di contenuti per il web, sono membri del W3C.

L’obiettivo è fare in modo che queste aziende si accordino e che cerchino di differenziare i loro prodotti in velocità, facilità d’uso, o altre funzioni, senza condurre il web ad una torre di babele.

La standardizzazione cominciò con l’html 3.2 quando il w3c per prima cosa chiese di rendere standard le estensioni proprietarie, rimuovendone alcune e aggiungendone altre agli standard. Contemporaneamente incoraggiò i produttori di browser a supportare il più possibile le specifiche HTML ufficiali, in modo che tutte le pagine web scritte usando gli standard avessero lo stesso aspetto nei browser.

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